Negli Stati Uniti i servizi di geolocalizzazione mobile come Foursquare e Gowalla sono già noti al grande pubblico, molto più che in Italia, ed il fenomeno non è passato inosservato sotto gli occhi delle aziende.
La geolocalizzazione mobile consiste nell’effettuare il check-in in un luogo, dichiarando quindi alla propria cerchia di amici e contatti “io sono qui”, dove il qui può essere un locale, un parco, un’area panoramica.
L’elemento ludico è molto importante, infatti in base ai check-in effettuati si ottengono premi virtuali, come i badge e i pin, oppure la carica di sindaco (Mayor) che ottiene chi effettua il maggior numero di check-in nello stesso posto nell’arco di due mesi.
Starbucks ad esempio ha creato il “Barista Badge” personalizzato solo per i mayor di uno dei caffè sparsi sul territorio nazionale.
Non solo, ci sono anche ricompense reali, come la pizza offerta da Domino’s ai sindaci della propria catena.
Anche grazie a questa iniziativa Domino’s ha dichiarato un sensibile incremento nelle vendite.
E in Italia? Qui da noi il fenomeno non ha ancora raggiunto il mainstream, anche se ci sono dei positivi segnali di crescita presso il pubblico degli early adopters (difficilmente quatificabili al momento).
Lo scorso 27 luglio si è svolta a Bologna la prima Conferenza dei Sindaci di Foursquare, con un collegamento video con Dennis Crowley, fondatore di Foursquare, finanziato recentemente con quindici milioni di dollari.
Nell’occasione Crowley ha fatto sapere che ci sono decine di migliaia di aziende che hanno fatto richiesta di essere accreditate per gestire la propria venue (letteralmente: sede) sul social network. Forse qualcuna anche italiana? Non lo sappiamo.
Sembra chiaro però che il fenomeno potrebbe aprire interessanti possibilità per azioni di promozione per praticamente qualsiasi tipo di azienda dalla piccola attività commerciale alla grande azienda con una rete vendita sparsa sul territorio.
Approfondimento: A cosa serve Foursquare?.




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