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Boiron: un altro caso di cattiva comunicazione in rete

agosto 30th, 2011 Vincenzo Posted in Case history 1 Comment »

Se durante le ferie avete letteralmente “staccato la spina” probabilmente vi siete persi l’ennesimo caso di cattiva gestione della comunicazione online. In breve l’accaduto.

Il 13 e il 27 luglio Samuele Riva, autore di Blogzero, uno dei blog italiani su scienza e dintorni, pubblica due post molto critici sull’omeopatia, citando anche il nome di un prodotto della Boiron, multinazionale francese.

Il 2 agosto Samuele rende noto che la filiale italiana della multinazionale francese gli ha inviato una lettera di diffida intimando la rimozione del post e il blocco dello spazio web su cui è ospitato il blog.

Inizia il tam tam di supporto in rete, similmente a quanto accaduto col caso Mosaico Arredamenti, che cattura l’attenzione dei grandi giornali e addirittura del prestigioso British Medical Journal.

Nei giorni scorsi la vicenda si è conclusa per il meglio: l’amministratore delegato di Boiron Italia Silvia Nencioni ha scritto all’autore “dicendosi dispiaciuta che il loro intervento sia stato vissuto come una minaccia alla libertà della rete, ammettendo l’errore e assicurando che Boiron non avrebbe proceduto per vie legali”

Singolare che la Boiron Italia, pur avendo un blog aziendale, abbia deciso di non dialogare con Samuele attraverso lo stesso, nè tanto meno di scrivere una sola riga sulla vicenda.

A quanti casi del genere dovremo ancora assistere, prima che le aziende imparino ad accettare il confronto anche con i più ferventi critici ?


Il caso Aruba: analisi del passaparola in rete

maggio 1st, 2011 Vincenzo Posted in Case history No Comments »

Come ormai noto, ieri la rete italiana è stata interessata dal più grande black out di servizi web mai accaduto. La causa: un incendio alla sala degli UPS di Aruba, il maggiore hosting provider del paese.
La notizia inizia a circolare su Twitter grazie agli utenti (il primo è @cmenzani alle 5.48) e poi viene ufficializzata alle 7.14 dalla stessa azienda che decide di creare un account ufficiale, che in poche ore colleziona oltre 6.000 follower.

Visto che i media tradizionali ignorano la vicenda, Twitter diventa il luogo privilegiato dove attingere le notizie, magari inventando battute di spirito sul provider aretino. In tal senso una delle parole più usate, come si evince dalla mia analisi, è “arrhosting”. Molto alto il numero dei retweet (RT) e l’uso della parola “ancora” visto che il disservizio si è protratto per molte ore.

Constatata l’inefficacia degli strumenti gratuiti disponibili in rete (legata soprattutto all’incapacità di filtrare la lingua), ho provato a fare un’analisi della diffusione dell’informazione, utilizzando le API di Twitter e i sistemi di monitoraggio di Digital PR. Nell’arco di un’intera giornata è emerso un totale di 9.101 messaggi riportanti l’hashtag #aruba, sostanzialmente negativi (trascurabile il numero di messaggi di solidarietà ai sistemisti).
Il maggior numero di cinguettii si è avuto tra le 9.30 e le 13.00, con due picchi tra le 9.30 e le 10.30 (1.550 tweet) e tra le 12 e le 13 (1.578 tweet). Il secondo è legato all’annuncio della “rianimazione” dei primi siti e alla conseguente frustrazione dei meno fortunati.
Nel pomeriggio l’attenzione rimane ancora alta, con medie di 300 messaggi all’ora, fino al ripristino completo dei server.

Probabilmente una delle “proteste” più imponenti della rete italiana che, si spera, sia di stimolo ad Aruba per migliorare il suo rapporto con i clienti, anche attraverso gli strumenti che internet offre.

Se volete condividere l’immagine sul vostro sito/blog copiate questo codice:


Ancora a proposito di Walmart

dicembre 2nd, 2010 Matteo Mucci Posted in Case history 1 Comment »

Faster, easier and more affordable.
Queste sono le tre parole chiave usate per descrivere la nuova applicazione iPhone rilasciata dal colosso della grande distribuzione americana in occasione delle prossime festività natalizie.
Godetevi il video…


Gillette e il video virale di Fereder

novembre 30th, 2010 Vincenzo Posted in Case history 1 Comment »

Nato dall’idea dei nostri cugini di Hill & Knowlton UK, un video che ha tutti gli elementi per essere definito virale (visto oltre 10 milioni di volte su YouTube). Roger Federer durante una pausa per girare uno spot Gillette, “improvvisa” un colpo da maestro….sarà vero o il trucco c’è ma non si vede? :)


Walmart: un caso di digital marketing virtuoso

novembre 12th, 2010 Matteo Mucci Posted in Case history, Social media 1 Comment »

Walmart, colosso della grande distribuzione statunitense,  è spesso al centro dell’attenzione dei marketers digitali più intraprendenti.

Ciò che colpisce maggiormente è l’uso strategico consapevole e coeso dei canali di comunicazione digitale che sono sempre al servizo di un progetto di marketing integrato.

In primis l’account Twitter di Walmart dedicato alle offerte promozionali last minute e one shot. Un ottimo modo per evitare l’accumulo di merce in magazzino e fidelizzare gli utenti ( al momento l’account annovera oltre 79.000 Followers).

Per quanto riguarda invece la presenza su Facebook anche in questo caso Walmart si distingue per una recente e fortunata strategia di CRM grazie alla tab Crowd Saver.

Il rational della tab:

We’re putting you in charge of lower prices. If enough people Like this deal, we’ll make it happen.

esplicita la strategia sottesa.

Il colosso della grande distribuzione propone con frequenza settimanale ai suoi fan Facebook un oggetto in vendita ad un prezzo speciale. Se un numero definito di  Fan  esplicita il proprio like nei confronti dell’oggetto proposto, Walmart avvia la vendita effettiva dell’oggetto.

Last but not least, è notizia recente l’intenzione di Walmart di non far pagare il prezzo di spedizione per gli acquisti effettuati online durante le vacanze.

Lungimirante mossa di fidelizzazione o banale risposta ai tempi di crisi?

Data l’expertize accumulata dal brand sembra più probabile la prima ipotesi.

Certamente, anche quest’ultima mossa è in linea con la brand equity Walmart riassunta nel pay off

Save Money. Live better.

Buon w-end.

M.


Facebook best practices, Nike experential marketing, Google& BMW.

ottobre 7th, 2010 Matteo Mucci Posted in Case history, Social media 1 Comment »

Ciao a tutt*,

vi segnalo tre post per il  weekend in modo da cominciare la prossima settimana carichi di stimoli e idee creative.

Analisi di un corretto approccio agli updates di Facebook.

Breve ma utile guida di Vitrue, company americana specializzata nella consulenza in social media marketing che spiega in modo chiaro e sintetico delle buone regole per dare maggiore visibilità agli updates di una Facebook page corporate.

Tra i vari consigli ne segnalo due veramente banali ma che, forse troppo spesso, tendiamo a dimenticare.

  • Postate per lo più rich content (video & immagini) anzichè semplice testo .
  • Cercate di porre domande ai vostri fan.

Ricordate:  come nella vita di tutti i giorni, anche sui social network vale l’assunto che se in una conversazione siete sempre e solo voi a parlare, per quanto interessanti, prima o poi gli altri si annoieranno.

Una case history di Nike e Facebook Places .

Recentemente si è molto parlato di Facebook Places, la  nuova feature destinata, secondo molti, a spodestare Foursquare dall’olimpo dei servizi di geolocation marketing.

Nike, in anticipo come suo solito, ha sperimentato questo servizio con una strategia integrata di geolocation e ambient marketing. Il tutto per promuovere  una nuova giacca sportiva. L’esperimento ha generato buoni risultati in termini di reach e rappresenta senz’altro un’ottima case history di marketing integrato.

A voi il video:

Lo sbarco di Google nei navigatori di casa BMW.

Dulcis in fondo. Se siete amanti della casa automobilistica bavarese dovreste sapere che, a partire dal prossimo mese, Google sarà integrato all’interno dei navigatori satellitari delle auto di Monaco.

Questa partnership garantirà ai clienti BMW la possibilità di sfruttre gran parte delle features di servizi come Google Maps tra i quali Panoramio. Tutto ciò apre ulteriori sbocchi futuri in termini di geo localization search marketing.

Buona weekend a tutt*!

Matteo Mucci