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GGD#9 – di copyright e privacy

ggd_milanoSi è tenuta presso i Fiori Oscuri di Brera la nona cena delle Geek Girl milanesi, lo scorso venerdì 16.
Una serata di approfondimento, in cui si è discusso un tema delicato e forse ancora troppo poco affrontato e diffuso tra gli utenti medi della popolazione internettiana d’Italia: la difesa della propria privacy online.
“Ogni 3 minuti viene rubata un’identità online” ha esordito la speaker di Norton, Silvia Signorelli, sulla presentazione attorno al cybercrime: dati che ti fanno un po’affannare, pensando agli account che un’utente possiede, all’utilizzo che fa delle password, a quante volte le cambia (quanti lo fanno ogni 40 giorni su tutti i profili?). Il buon senso è la prima arma di difesa, ma anche una maggiore consapevolezza ci avverte della necessità di essere un po’ più avveduti nei nostri comportamenti online, non solo a livello di gestione dei propri account ma anche per quanto riguarda ciò che scriviamo: le foto di quando beviamo un bicchiere in più, che i nostri amici si premurano di taggare anche se compari solo con il naso, gli insulti che mandi di soppiatto al tuo collega che ha mangiato aglio, gli improperi contro la prof. di matematica se sei ancora al liceo, vanno gestiti con la coscienza che ciascuno di essi potrebbe emergere dai motori di ricerca e finire davanti agli occhi di chi sarebbe meglio non li vedesse…
creativecommons_licenzeUn pubblico particolarmente sensibile è quello delle mamme, e Paola Dubini (professoressa del centro ASK – Bocconi) ne ha analizzato il rapporto all’interno della sua ricerca sul fenomeno mommyblogging italiano: scelta del nickname, descrizione del proprio profilo, sono alcune delle variabili che fanno capire quali livelli di privacy un utente vuole attivare per far sapere più o meno informazioni su di sè.
Da non dimenticare, infine, il tema del copyright online (anche se in questo caso sarebbe più corretto parlare di copyleft), per difendere anche le proprie creazioni e decidere con quali livelli diffonderle. Frieda Brioschi ha descritto come Creative Commons segmenta le licenze secondo quattro condizioni di utilizzo e quali sono le possibili combinazioni tra di esse: un modello ibrido che vuole travalicare le preistoriche barriere della legislatura attuale per andare incontro alle esigenze sollevate dalle nuove tecnologie (se il tema vi interessa, tra i libri appena usciti, trovate un punto di vista di eccellenza su Remix di Lessig).
Per un po’ di foto su “Proteggi il tuo mondo geek”, andate qui e per chi fosse interessata/o (i guy possono venire dietro invito di una fanciulla) preparatevi per la cena dell’11 dicembre, info su Girl Geek Ginners Milano.





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