Twitter updates
Che le aziende debbano comunicare sui social media è ormai dato per scontato. Quale sia il modo giusto per farlo è ancora una strada tutta da scoprire.
Dopo la grande esplosione di Facebook, adesso le aziende si stanno accorgendo di Twitter, tanto che la società aveva valutato di mettere gli account aziendali a pagamento.
Prima di descrivere casi positivi di relazione fra Twitter e aziende (di cui non mancano esempi soprattutto nel contesto americano), segnalo qualche dato su Twitter tratto dall’analisi “State of the Twittersphere” pubblicata lo scorso 22 dicembre da Hubspot e basata sui dati di Twitter Grader, un’applicazione che stabilisce una sorta di ranking fra gli utenti di Twitter.
Fra i dati citati emerge che di tutti i circa 4/5 milioni di utenti attuali di Twitter, il 70% si è iscritto nel 2008 mentre il traffico è aumentato nel corso dell’ultimo anno del 600% secondo compete.com, dato confermato (almeno nell’impennata vertiginosa) da Google Trends.
Gli utenti di Twitter scrivono maggiormente durante i giorni centrali della settimana mentre il volume di posting diminuisce nei weekend. La media dei followers è 70 anche se il 35% degli utenti ne ha meno di 10.
Twitter, grazie al fatto di essere un incrocio fra blog e social network, consente (se non vogliamo essere letterariamente blasfemi) la realizzazione di una sorta di stream of consciousness, di scrivere e immediatamente pubblicare pensieri, fatti, opinioni o eventi in qualunque circostanza. E’ sostanzialmente l’esaltazione di quella modalità di connessione “always on“, in cui gli utenti sono connessi costantemente alla rete utilizzando diversi strumenti in diversi luoghi e momenti della giornata.

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