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Social media trends

Si è tenuto ieri a Milano uno dei corsi di Digital PR Academy, dedicato al “Social Media Marketing“, ovvero a come gestire i social media in ottica di marketing.

Come negli altri appuntamenti dell’Academy, la giornata si è divisa in una parte di scenario in cui sono stati affrontati i cambiamenti a livello micro/macrosociale della rete e in una parte di case studies.

Pensando ai contenuti proposti, complice anche un articolo di TechCrunch, ho notato alcuni trend che mi sembrano significativi sull’evoluzione della blogosfera e il suo rapporto con altri strumenti.

In primi luogo, la crescita esponenziale di Facebook in Italia, che ha raddoppiato il numero dei suoi utenti in meno di un anno. A quali motivi ricondurre questo successo? Un mix di fattori che provo solo ad accennare: la localizzazione in lingua italiana, la facilità di utilizzo, i discorsi mediali/sociali che hanno incuriosito diverse fasce della popolazione, il desiderio di ritrovare amici/conoscenti di cui si erano perse le tracce e – non da ultimo – la possibilità di guardare gli altri senza essere visti.

E’ notizia di questi giorni che anche Twitter stia crescendo e guadagnando un ruolo all’interno degli strumenti più utilizzati. Aziende che negli Stati Uniti hanno impiegato con successo Twitter non mancano (Zappos e Dell fra tutte), ma in Italia il fenomeno appare ancora relegato ad un pubblico che si può profilare come formato di heavy user della rete, che trascorrono molto tempo online e che utilizzano diversi strumenti per aggiornare il profilo. A differenza di un blog, Twitter richiede un basso investimento: si aggiorna in poco tempo, in spazi non dedicati e in momenti diversi della giornata anche in modo estemporaneo mentre, tendenzialmente, un blog richiede tempi di aggiornamento più complessi.

Si possono, quindi, individuare due trend: da un lato una semplificazione degli strumenti (a cui risponde Tumblr, per esempio, un block notes di appunti di facile aggiornamento e manutenzione) e, dall’altro, una moltiplicazione delle piattaforme in funzione del loro utilizzo: blog per pensieri più elaborati e strutturati, Friendfeed per la gestione degli RSS e delle discussioni, Twitter per aggiornamenti istantanei, etc.).

Questo comporta ancora una volta una decisa virata verso l’analisi qualitativa delle conversazioni di cui è più difficile valutare rilevanza e valore ma di cui è necessario anche ripensare i criteri di autorevolezza.

Sempre nell’ambito della Digital PR Academy domani si terrà a Roma una nuova edizione del corso dedicato a Internet PR.





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