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A scuola di Wikipedia, l’enciclopedia (post)moderna

L’enciclopedia più famosa è certamente “L’Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri” composta da d’Alembert e Diderot nella seconda metà del 1700.

Essa è, infatti, il simbolo di un grandioso progetto volto a riassumere l’intera cultura in un unico luogo consultabile da tutti, essendo scritta in francese e non in latino come altre opere precedenti, figlio a sua volta della fiducia illuministica nella ragione capace di abbracciare e di illuminare tutta la conoscenza umana. Altra sua caratteristica è quella di dividere il sapere per voci significative che si rimandano vicendevolmente, rendendolo una costellazione di elementi autonomi ma reciprocamente connessi.

L’idea di Wikipedia di creare un’enciclopedia aperta e compilabile da parte degli utenti è certamente la novità “teoretica” (se vogliamo prendere in prestito questo termine dalla filosofia) più forte degli ultimi anni nell’ambito dei progetti enciclopedici, tenendo anche in considerazione la trasformazione dei supporti avvenuta negli ultimi anni (da carta a cd a ipertesto online).

Essa infatti prende e radicalizza l’obiettivo settecentesco di creare “un’enciclopedia libera ed “universale”, in termini sia di ampiezza che di profondità degli argomenti trattati“  fatta però dagli utenti stessi e non da esperti di settore, sfruttando il presupposto dell’intelligenza collettiva (Lévy, 1999) che le singole intelligenze interconnesse moltiplichino il potenziale di ciascuna e si controllino a vicenda. Attraverso questa attività redazionale a più mani Wikipedia ambisce ad avere un “punto di vista neutrale”, esposto naturalmente ad errori e atti di vandalismo.

Lanciata il 15 gennaio 2001 come servizio di Nupedia da Jimmy Wales, Wikipedia si è presto espansa diventando un progetto autonomo che conta oggi circa 250 lingue e oltre 10 milioni di voci.

Anche le aziende non possono fare a meno di confrontarsi con essa, dal momento che domina gran parte delle ricerche effettuate con i motori di ricerca ed è uno dei siti più visitati anche in Italia, costituendo un punto di riferimento su brand, prodotti e servizi per molte persone.

Per comprenderne meglio la natura e le potenzialità Digital PR Academy si occuperà di Wikipedia il prossimo 19 gennaio con una giornata di studio a cui parteciperà anche la presidente di Wikimedia Italia Frieda Brioschi tenendo una lezione ad hoc. Il corso partirà da cosa è una wiki per poi capire meglio la realtà della Wikimedia Foundation, di come vengono creati i contenuti e con quali regole e di cosa possono e non possono fare le aziende su Wikipedia.

La giornata è parte del progetto più vasto di Digital PR Academy che attiva corsi di formazione tematici a Milano e a Roma destinati a responsabili di pubbliche relazioni, marketing e ufficio stampa, che hanno come argomenti, oltre a “Wikipedia”, “Internet PR”, “Social Media Marketing” e “Internet e la gestione della crisi”.

Qui potete trovare il programma completo della giornata e degli altri corsi mentre per le citazioni di questo post e per ulteriori informazioni su Wikipedia rinvio, ovviamente, alla voce “Wikipedia” su Wikipedia.

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