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Carrefour: ultimo esempio di Web Based Crisis

Inizio precisando il titolo, forse un pò troppo ad effetto, questa crisi a mio parere non si è generata sulla rete ma, se consideramo l’azione disdicevole del soggetto come il vero punto di inizio, la crisi è partita in quel momento.

I fatti sono sempre la scintilla quello che è cambiato è il conduttore: i blog hanno propagato la vicenda in una catena di solidarietà che si è espansa a macchia d’olio e alla velocità della banda larga (centinaia di post e oltre settecento commenti al post d’origine) .

E qui si potrebbe aprire una riflessione sul perchè le testate e i media tradizionali, che troppo spesso ci riportano notizie stile “gattino non riesce a scendere dall’albero in Alabama“, abbiano per lo più ignorato la vicenda che è stata ripresa solo da poche testate di web news (rimanendo quindi sempre nei confini della Rete).

Al contrario di altri casi l’azienda ha avuto il decoro, sicuramente anche dovuto ai riflettori accesi dalla vicenda, di rispondere in altro modo. Se poi sia solo dovuta alla necissità di tamponare il danno di immagine o alla sincera volontà di cambiare le cose ce lo diranno, sempre e solo, i fatti.

Del resto la reputazione si basa su quelli ed ha radici nel lungo periodo mentre l’immagine è un concetto molto più influenzabile con la comunicazione ma radicata nel breve periodo.


5 Responses to “Carrefour: ultimo esempio di Web Based Crisis”

  1. Beh, i quotidiani ci campano con le pubblicità carrefour. Guai andare contro chi ti da da mangiare.

    Comunque in questo caso ritengo che Carrefour abbia fatto molto, ma non tutto quello che bisognava fare.

    Vediamo come va a finire

  2. Blogger e responsabilità….

    Internet è uno strumento potentissimo. La gente lo usa per discutere, mantenere i contatti, comunicare sentimenti ed emozioni. I più giovani vanno anche oltre, riuscendo a fare di internet il loro modo di vivere. Sono i figli di Youtube, dei blog, de…

  3. Osservo che mentre, come giustamente dici, Carrefour ha avuto il “decoro” di esporsi, stupisce un po’ il silenzio assordante della Walt Disney Italia (la committente della manifestazione è lei, non Carrefour che la ospitava) nonchè l’agenzia che (a quanto mi risulta) ha gestito operativamente la promozione, la Idtime. Che ne pensi ?

  4. @Enrico
    Mi pare che il tuo commento colga un aspetto fondamentale della vicenda e del meccanismo azione-reazione scattato: l’ondata di indignazione si è indirizzata verso Carrefour e per questo sono arrivate le successive reazioni da parte dell’azienda esposta. A mio parere Walt Disney Co. Italia e la Idtime non hanno intrapreso azioni di comunicazione perchè non si sono sentite chiamate in causa. E qui si potrebbe aprire una discussione sul livello di approfondimento e sui meccanismi di propagazione delle informazioni nella blogosfera…

  5. Simone, non so se nella fattispecie l’effetto sulla reputazione di Carrefour sarebbe stato diverso se la lettera fosse stata, ad esempio, pubblicata sul Corriere…




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